I levrieri

Il levriero è una razza antica. Per le sue doti di resistenza ed agilità è utilizzato sia come corridore che cacciatore. Nel tempo, la caccia e la corsa hanno aumentato in maniera esponenziale i propri profitti, cosicché si è arivati alla perdita totale della considerazione per queste stupende creature. Sono diventate macchine, quando invecchiano o si rompono vengono sostituite ed ovviamente gettate come spazzatura. E quegli esseri senza coscienza e pietà che non possono definirsi uomini li abusano, seviziano e martorizzano nel peggiore dei modi.
Nascono con un destino già segnato. E forse per questo leggiamo nei loro occhi una eterna malinconia. La loro voglia di vivere è più grande della loro sofferenza e con i loro sguardi e piccoli gesti trasmettono emozioni così forti da non poter essere descritte. Segnati nell’anima, come chi ha vissuto il peggiore dei mali. E così è. La loro vita è paragonabile ai detenuti di un lager.
I più vedono sono le immagini pulite di un levriero che corre in una pista od uno che insegue una lepre. Tutti in splendida forma. Allora pensiamo che la loro vita è serena. Ma nessuno mostra le immagini del dopo. Dove vivono? Come vivono? Cosa mangiano?. Nessuno mostra le immagini di chi è invecchiato, di chi non può più lavorare. Il 90% sono morti, abbandonati o uccisi.
Nel grande meccanismo del profitto, del business esiste l’immagine, la facciata che copre lo sporco. Pubblicità di innumerevoli adozioni, di cacciatori che abbracciano amorevolmente i propri cani, di trainers con i levrieri sul proprio divano. Ed ineffetti è una realtà attuata appositamente per depistare ed oscurare la realtà ed i numeri, le statistiche. La percentuale di adozioni dichiarata non supporta quella dei decessi, degli abbandoni, dei maltrattamenti non dichiarati. Per ogni levriero che mostrano in lieto fine ce ne sono 100 deceduti.
Partendo dal presupposto che le attività di caccia e corsa dovrebbero essere abolite, non esiste ragione per la quale l’uomo decida il destino di questi animali. Se li ami non li porti a far qualcosa in cui rischiano la vita per il proprio ed unico piacere personale.

Non solo Europa
Per quanto riguarda la caccia con i levrieri il paese maggiormente conosciuto è la Spagna. Per le corse sono Irlanda, Regno Unito e USA.
Purtroppo la situazione è più estesa di quanto si possa pensare. Il levriero è un animale antico e conosciuto in tutto il mondo. Le sue doti di cacciatore e corridore sono sfruttate ovunque. Il dramma è la totale assenza di considerazione per questo splendido cane. E’ una macchina che rende alti profitti e quando non funziona più viene gettata senza scrupoli. Chi non ha una coscienza lo umilia, sevizia e uccide in modi crudeli.
Spesso negli stessi luoghi dove avvengono queste brutalità le persone comuni sono all’oscuro di quanto accade. I Paesi non pubblicizzano ovviamente e solo le associazioni e volontari cercano di diffondere, educare e sensibilizzare.
Ancora in molti paesi la corsa e la caccia con i levrieri e’ legale. Dove non lo è comunque esistono corse clandestine, spesso i cani vengono importati illegalmente. Alcuni paesi utilizzano i levrieri per esperimenti. I profitti sono alti, è un grande business che si sta cercando di fermare. Lettere ai governi, denunce, petizioni, divulgazione e sensibilizzazione.

La nostra posizione in merito alla caccia e le corse con i levrieri
Oggi la caccia è considerata uno sport e come tale gli animali cacciati sono i mezzi per raggiungere un premio. E’ chiaro che l’uomo non ha più necessità di cacciare per nutrirsi, quindi tale sport è un abuso contro esseri viventi senza colpe. L’uomo cacciatore gode di un piacere puramente personale ed egoistico nell’abbattere e sentirsi superiore. Questo è in riferimento a qualsiasi animale cacciato. La nostra posizione è contro la caccia e favorisce la sua abolizione.
Siamo contro le corse e la caccia . Lo riteniamo uno sport crudele. I levrieri sono considerati merce per profitto. Nascono in gabbie o luoghi angusti , vivono in gabbie o in serragli , conoscono solo la pista e i terreni di caccia e le sessioni di allenamento. Il tasso di incidenti è altissimo, la legge in diversi paesi prevede la soppressione anche in casi come la rottura di un tendine (quando il cane vivrebbe benissimo). Se arrivano a fine carriera la loro fine è l’abbandono, la soppressione, l’abuso.
Per quanto possano esistere trainers o galgueros che danno una qualità di vita migliore rispetto ai più non condividiamo comunque. Pensiamo che non sia amore verso gli animali portarli a fare un qualcosa per cui rischiano la vita, per piacere personale e lucro.
Desideriamo inoltre sottolineare che non collaboriamo con associazioni sia italiane che straniere che hanno rapporti con l’industria delle corse.